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domenica 21 giugno 2015

Svelato lo scrigno della Val Maor

La forra della Val Maor, situata nei pressi di Mel (BL), è famosa tra i torrentisti per la sua bellezza e l'assenza di difficoltà tecniche, dato che è considerata l'ideale per le prime esperienze di canyoning.
Essa possiede un tratto del suo percorso dove l'acqua ha scavato uno stretto e profondo canyon spostandosi lateralmente. Questo spostamento impedisce alla luce esterna di arrivare fino al fondo creando un ambiente buio simile a quello di una grotta.
Proprio in questo punto si registra il passaggio tra le stratificazioni di Marna della Vena D'Oro e la Scaglia Cinerea, reso eccezionalmente suggestivo dal lavoro di levigazione svolto dall'acqua.
Chi passa di qua forse non si rende neanche conto della bellezza del luogo, occultato dalle tenebre, talmente impegnati nell'avanzare, magari anche senza luce frontale.
Solamente una squadra di speleo-fotografi poteva portare alla luce questo luogo magico per farlo ammirare al mondo.




Purtroppo ha piovuto nei giorni precedenti e l'acqua non era limpida, anzi, pure un po' puzzolente. La portata alla partenza era bassa, ma poi, durante il percorso, con la somma di altri arrivi, ci siamo accorti che era maggiore di quella trovata la volta precedente, facendo aumentare la precauzione in qualcuno degli scivoli presenti nella seconda parte.
La forra è unica nel suo genere per via delle rocce che attraversa; si tratta di calcari marnosi e marne multicolori, con alcune sottili intercalazioni di calcare, che si sono formate con l'apporto di sedimenti provenienti da correnti cosiddette "di torbida".
Clicca qui per leggere la descrizione dell'itinerario e visionare il video realizzato lo scorso anno.





Conclusione in bellezza con cena medioevale alla locanda del Castello di Zumelle, dove siamo arrivati con un paio d'ore di ritardo rispetto all'orario che gli avevamo comunicato. Ma non importa: la cena in un ambiente a tema è stata deliziosa! Il castello ha ufficialmente riaperto al pubblico con la stagione 2015 ed offre simpatiche ed interessanti esperienze di vita medioevale con tutto il personale in costume d'epoca. Merita!


mercoledì 3 settembre 2014

Val Maor - il video

Ecco il montaggio finale delle riprese fatte nella splendida forra della Val Maor realizzato da Massimiliano Lazzari.
Le riprese sono state fatte con due Gopro Hero 3+ e l'ausilio dei nostri illuminatori da grotta nei punti più bui (messi anche in acqua).



Riprese: Sandro Sedran, Massimiliano Lazzari
Luci: Sara Farnea, Lara Nalon, Simona Tuzzato, Alberto Rossetto, Alessandro Pittarella
Musica: Stefano Targa - "3 vs 1"

lunedì 30 giugno 2014

Sguazzata in Val Maor

Per noi, che non siamo dei "torrentisti", ma solo "ruscellisti", è stata un'esperienza meravigliosa!
A dire il vero, anche chi si dedica esclusivamente al canyoning, ha giudicato la discesa di questa forra un qualcosa di veramente straordinario per la sua bellezza dovuta alle stratificazioni di marna, flysh e scaglia rossa. Volendo paragonarla alle gole del Brent dell'Art, diremmo senza ombra di dubbio che questa è almeno dieci volte più bella!
Ad ogni curva restavamo meravigliati dallo scenario idilliaco che ci si parava davanti e ci siamo divertiti come dei bambini a fare tuffi e scivolare nella corrente. E' stata un'esperienza molto appagante e siamo determinati a ripeterla sicuramente.
Sandro ha pure portato la macchina fotografica, ma quando ha scoperto che la nuova valigetta stagna non era poi così stagna, gli è passata la voglia! La prossima volta userà una sacca stagna aggiuntiva perchè qui dentro bisogna assolutamente tornare per fare foto!
S-Team di oggi: San, Simo, Massi, Sara, Lara, Alberto, Junior.


DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Tecnicamente è veramente facile: ci sono solo due salti di circa 8m in corrispondenza delle briglie di contenimento ed il primo è aggirabile sulla sinistra (fare attenzione alla corda vecchia). Durante il percorso non ci sono toboga impegnativi ed i pochi scivoli presenti sono tranquillamente disarrampicabili anche stando dentro in corrente (portata bassa, naturalmente).
Numerosi i tratti dove bisogna nuotare, ma la muta aiuta notevolmente nel galleggiamento e, volendo, chi non sa si può sorreggere al sacco con dentro il bidone stagno.

Partenza: campo da calcio di Ponte Val Maor, coord. 46°01'46.9"N, 12°06'02.1"E
Arrivo: ponte sul Terche sotto il Castello di Zumelle, cood.46°02'02.6"N,  12°04'39.4"E
Tempo di percorrenza in macchina tra partenza ed arrivo: 8 minuti.
Tempo di percorrenza della forra: 4h e mezza.
Armo: 2 calate da circa 8m. Primo salto: doppio cordino e maglia rapida su albero, lato destro della briglia (aggirabile disarrampicando sulla sx). Secondo salto: partenza doppia con maglia rapida, lato destro della briglia. Corda da 25m
Dislivello: 125m
Utile luce frontale per il lungo tratto molto inforrato.

Alla partenza bisogna subito affrontare il primo salto in corrispondenza di una briglia di trattenimento. C'è la possibilità di aggirarla a sinistra e calarsi tramite tratto attrezzato con vecchia corda già in loco (attenzione) nel punto in cui la parete è più gradinata. Non avendolo visto subito, ed avendo inceve notato un armo già pronto sulla destra, abbiamo optato per calarci da qui.
Dopo un breve tratto aperto, inizia il primo bel tratto di forra, quello che passa sotto il ponte di Val Maor, e che è caratterizzato da pareti non troppo alte, larga minimo un paio di metri e con stupendi giochi di luce che penetrano dall'altro. Strepitosa la pozza in corrispondenza di un arrivo da destra.
Giunti all'aperto, si percorre un breve tratto fino ad incontrare la seconda briglia con l'altro salto di circa 8m che ti fa atterrare in un basso e largo lago a cui segue un'ampia zona con grandi blocchi di crollo con le stratificazioni scollate.
Prima della briglia, risalendo a destra è possibile ritornare sulla strada ed interrompere la discesa. 
Parte ora la divertentissima zona degli scivoli, dapprima in ambiente aperto e poi all'interno del nuovo tratto di forra con le pareti che si alzano e restringono sempre di più. Valutare attentamente la corrente! Alla base di alcuni scivoli c'è poco spazio e su uno è presente uno scalino pericoloso nella pozza alla sua base.
Progressivamente il torrente ha scavato sempre più in profondità e, quasi improvvisamente, ci si trova ad avanzare nel buio, dato che i meandri si sono formati anche verso l'alto e non solo in avanti. Grazie alla luce frontale si avanza tranquillamente e sembra veramente di essere in grotta. Questo tratto è assolutamente meraviglioso: stratificazioni bianche con intercalazioni nere in basso, rosa-rosse nella parte mediana, grigio scure nella parte alta.
Ogni tanto bisogna fare dei numeri per superare tronchi incastrati, ma sempre senza nessun problema particolare.

Progressivamente la forra si apre ed abbassa fino a diventare un normale ruscello di montagna, ma sempre abbastanza incassato in pareti di roccia. Qui c'è la possibilità di uscire sulla destra ed intercettare una carrareccia che segue parallela il corso d'acqua (più in quota) verso nord fino ad una fattoria e poi su fino a Tremea.
Il tratto che segue, pur essendo naturalisticamente idilliaco, alla lunga diventa monotono e faticoso. Per almeno mezz'ora bisogna avanzare fino a raggiungere la confuenza con il Terche che arriva da sinistra. Lo risaliamo per 10 minuti e finalmente si arriva ai ruderi del vecchio mulino ed alla briglia che pone fine al nostro percorso (risalita a destra, poco prima della briglia). Appena sopra si trova il ponte a fianco del quale avremo parcheggiato l'altra macchina.

ATTENZIONE!! Come per tutte le forre e grotte che si percorrono, bisogna valutare attentamente il regime idrico del torrente e le previsioni meteo. Con portate maggiori di quelle che abbiamo trovato noi, alcuni passaggi diventano estremamente pericolosi. Ci sono dei tratti molto stretti dove l'acqua prende velocità e trascina nella pozza a valle sbattendoti con violenza sulla parete opposta. Usare eventualmente la corda per facilitare la discesa.
Entrare solo in regime di magra e con acqua limpida! Non vi sono vie di fuga dentro i due tratti più stretti e bisogna per forza procedere verso valle senza possibilità di tornare indietro.




Clicca qui per vedere il filmato realizzato con le riprese video che abbiamo fatto.

giovedì 27 maggio 2010

Gole dei brent

Dopo la ricognizione di domenica 16 maggio, fallita a causa delle troppa acqua, ci siamo dovuti ritornare sabato 22 maggio, il giorno prima della gita organizzata per il CAI di Dolo.
Giretto fra amici, goduto alla grande e con molto divertimento.

Il giorno successivo era il turno degli iscritti alla gita, dove un buon 50% era composto dagli amici speleo genovesi capitanati dalla Rosita Sarcina, la quale non le pareva vero di poter fare del simil-torrentismo senza nessuna difficoltà tecnica.
Anche in questa uscita il divertimento non è mancato e la risalita di un nuovo tratto della Val di Botte ci ha regalato uno splendido laghetto sormontato da un lungo toboga dove solo due di noi sono riusciti ad arrampicare e discendere.
Un po' meno gradita è stata la puzza della carogna incastrata tra i rami nel Brent dell'Art.

Tutti felici e contenti, dunque, ma questo tipo di esperienze resteranno solo per noi e senza più tentare di coinvolgere la sezione CAI, dato che i soci sembrano non aver gradito questo tipo di novità a loro proposta (1 solo socio iscritto, amica nostra per giunta!).
8 persone durante le ricognizioni, 15 durante la gita: è stato un buon risultato!
Qui il filmato "bello" che illustra meglio le gole dei brent.

venerdì 26 giugno 2009

Le gole dei Brent

Il filmato della nostra doppia uscita alle gole dei Brent: Brent dell'Art (il più famoso) ed il Brent Rizzo posto più a monte.

lunedì 15 giugno 2009

Ruscellismo al Brent dell'Art





Finalmente siamo andati a farci le gole del Brent dell'Art in Val Belluna, Sant'Antonio Tortal, sulla strada che sale a passo S.Boldo. Erano tre anni che aspettavano, ma non siamo mai riusciti a mettere d'accordo tutti quelli che volevano venire o sono sempre sopraggiunti altri impegni più prioritari.
Insomma ..... E' STATO FAVOLOSO !!!!!!
MAI DIVERTITI COSI' TANTO ! EMOZIONI GRANDISSIME (per noi che non facciamo torrentismo) !
Tre anni persi ....
Questi tutti gli scatti:
http://picasaweb.google.com/sansedblogalbum/Brent?feat=directlink
scarsa qualità perchè estratti come fotogramma dalle immagini video che abbiamo girato.
Però siamo stati sfigati ed abbiamo finito la batteria della videocamera prima di entrare nella seconda gola e quindi ci tocca tornare (yessss....!!!!)
Gole orizzontali, senza salti, con tratti relativamente lunghi da nuotare.
Indispensabile muta da 5mm e caschetto.

Qui alcuni link a siti che parlano dei Brent: