martedì 30 settembre 2014

Premio speciale giuria a SpeleoFilmFestival di Karlovac

Il trailer di "Diversamente Speleo 2014 - Buso della Rana" ha ricevuto il Premio Speciale della giuria al 4° Speleo Film Festival di Karlovac in Croazia.



Questa la traduzione di Google Translator del riepilogo dell'evento:
Sabato, 27/09/2014. la città vecchia Dubovac tenuto quarto consecutivi cinematografiche Speleologia del festival organizzato speleologi Alpinismo Society Dubovac. Quest'anno il festival ha attirato centinaia di non solo escursionisti e speleologi provenienti da tutto i croati, ma anche altre persone che amano la bellezza naturale di Karlovac e dintorni. Sponsor del festival sono stati la città di Sheffield, Croatian Mountaineering Association - Comitato Speleologica della Federazione Speleologica Zagabria. Il festival è stato aperto dalla signora .. Andrew navijalić, capo dell'ufficio città per le attività sociali, e Keynotes pubblico ripreso da g.Vitomir Murganić - Presidente del PD Dubovac e g.Damir Basara - di fronte al Comitato Organizzatore del Festival.

Speleologia film è una parte significativa dei risultati dell'esplorazione, dal momento che porta in sé il valore e la bellezza naturale spazio sotterraneo impressionante, che in precedenza era disponibile solo per un piccolo numero di persone - speleologi. I valori registrati nel personale di terra sono impensabili se guardiamo dal punto di vista degli spettatori ordinari. Pertanto, nelle presenti film potrebbe conoscere la bellezza delle decorazioni grotte e le grandi potenzialità del turismo che si nasconde nel mondo sotterraneo, la vita varia nel mondo sotterraneo che è riconosciuta come uno dei leader della biodiversità croata, a seguito dell'attività di esplorazione e spedizioni in vari angoli esotici del mondo, conoscenza scientifica preziosa e la ricerca scientifica svolta nel sottosuolo, e tutta una serie di diversi argomenti legati al mondo sotterraneo.

Nella competizione per il premio di quest'anno comprendeva 29 film provenienti da 16 paesi del mondo che è il nostro festival ha preso notevole carattere nazionale e internazionale, come uno dei pochi festival di questo tema nel mondo. Decisione della Commissione, del 6 membri premi sono stati assegnati ai seguenti progetti:

3 ° posto : "Swallet flood superiore - Down to Neverland" di Andy e Antonio e l'indirizzo e-FreeMem Regno Unito

2 ° posto : "Il fascino dell'ignoto" di Tomaz Grdina da Slovenia

1 ° posto : "Il punto caldo nel buio freddo" di Ciril Mlinar da Slovenia

Comitato Premio speciale assegnato il film "Diversamente speleo 2014 - Buso della Rana" di Sandro Sedran da Italia.


La manifestazione è stata presentata giovedì 25/9/14 con un servizio alla televisione nazionale croata che ha parlato di speleologia per ben un'ora. A Sandro è stata fatta un'intervista "da remoto" che è andata in onda assieme alle immagini del trailer. E' possibile vederlo a partire dal minuto 21 (purtroppo sembra impossibile andare direttamente al minuto interessato)
Ora non resta che attendere pazientemente il montaggio del filmato completo, che sarà pronto per i primi mesi del 2015.

mercoledì 24 settembre 2014

Buso della Neve - il progetto video

E' iniziata quest'anno la raccolta di immagini video per la realizzazione di un documentario che dovrebbe concludersi in autunno 2015 ed essere presentato durante il 2016.
Il Buso della Neve è una grotta unica nel suo genere, grazie alla presenza di un ghiacciaio pensile che nella sua parte inferiore si protende sopra un pozzo da 60 metri restando sospeso a mezz'aria.
Le emozioni provate dagli speleologi che lo percorrono non possono essere descritte dalle parole, ma meritano assolutamente di essere vissute. Nel documentario cercheremo di farle provare anche a chi non ha mai visitato la grotta.
La cavità per ora raggiunge solamente poco oltre i 200 metri di profondità, ma finora le esplorazioni sono state bloccate dal tappo di neve che per decenni ha impedito l'accesso alle zone più profonde.
Il potenziale è enorme; nell'estate 2014 il Gruppo Grotte Schio ha predisposto un tubo che dovrebbe consentire l'accesso anche nel caso di abbondanti nevicate invernali. Sono pure iniziati dei lavori di scavo nell'immensa frana di Sala Zero, una risalita nella Sala Mediana ed una rivisitazione del ramo che porta al fondo per pianificare le esplorazioni dell'anno prossimo.


Riprese: Simona Tuzzato, Massimiliano Lazzari, Sandro Sedran
Luci: Alberto Rossetto, Donato Bordignon, Alessandro Pittarella, Giulio Carollo
Montaggio: Sandro Sedran
Musica: Iliakulakow - Epic Orchestral Trailer

domenica 21 settembre 2014

Buso della Neve, ancora

Forse sarà l'ultima uscita stagionale in questa grotta, forse no.
Stavolta ci siamo dedicati alle riprese video nella Sala Mediana, senza scendere fino a Sala Zero.
Abbiamo raccolto moltissimo materiale di ottima qualità che verrà buono durante le fasi di montaggio del documentario che ci siamo prefissati di realizzare per il 2016.

Il divertimento inizia da subito con il giro in giostra appesi all'esterno della macchina di Flavio, l'unica ad avere il permesso per salire fino a Malga Zingarella

Il tubo d'ingresso attuale

Sandro che riprende nella Saletta Esse

Anche questa volta abbiamo fatto due squadre: Flavio doveva continuare la risalita sopra il fondo di Sala Mediana ed è stato assistito da Miguel ed Alberto. Gli altri a fare video e foto, ma questa volta la foto di gruppo l'abbiamo fatta subito.

Da sinistra: "El San", Simo, Massi, Alberto, "Ciop", "Miguel", Flavio, "Sir Cip"

Già che c'eravamo, abbiamo pure fatto qualche nuovo scatto fotografico.

 Sotto Sala Mediana - Sala Mediana vista da sopra

domenica 14 settembre 2014

Gita CAI alla Grotta del Calgeròn

La gita, organizzata per il CAI di Dolo, ha avuto una grande partecipazione grazie all'Alpinismo Giovanile del CAI di Mirano che si è aggregato con un nutrito numero di ragazzi ed adulti. In tutto eravamo in 40, di cui 16 minori.
Sul sentiero d'avvicinamento
 
  Ci si cambia davanti all'ingresso
 Il San Traghettatore
Il passaggio più divertente per i ragazzi

Le abbondanti piogge dell'ultimo periodo ci hanno costretto ad usare il canotto già sul lago dell'ingresso e poi anche sul terzo lago dove l'acqua arrivava fin quasi al petto di un adulto. tutto questo non ha fatto altro che aumentare le emozioni per i giovani speleologi.
Ci siamo divisi in due gruppi: quello dei ragazzi ha fatto solo il ramo principale fino al Lago Roner, mentre l'altro è arrivato fino al temine del tunnel di sabbia che teminava su sifone allagato.
Ci sono stati 5 "dispersi", a causa di un malinteso verbale: "andate pure avanti", si ma non "avanti" fino al termine della grotta! Fatto sta che i 5 dovevano stare con il primo gruppo e si sono persi la deviazione per le parti più fonde della grott e sono poi stati recuperati dal secondo gruppo. 
Molti dei ragazzi hanno poi smesso di arrampicare per eveitare l'acqua e si sono buttati senza farsi troppi problemi e divertendosi come matti.





Quando si vede la gioia e la contentenzza dei partecipanti, allora siamo ben felici di "perdere" qualche domenica per far provare anche gli altri le belle emozioni del fare speleologia.
S-Team di oggi: Simona, Sandro, Alessandro, Lara, Piergiorgio.
Foto: CAI Mirano

giovedì 11 settembre 2014

L'acqua che berremo - serata S-Team a Forlì


L’acqua che berremo:

Gli speleologi difendono la risorsa più preziosa.

Nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite e che si svolge ogni anno dal 1992, il 22 di marzo, la Società Speleologica Italiana, il Club Alpino Italiano, con la sua Commissione Centrale per la Speleologia, la Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano e Federparchi hanno deciso di unire le forze e di organizzare una serie di eventi che abbiano come argomento un tema caro agli speleologi , ovvero “L’acqua che berremo”.
“L’Acqua che berremo. Gli speleologi difendono la risorsa più preziosa” questo lo slogan usato nel 2002 per una serie di manifestazioni denominate Giornate della Speleologia, organizzate nell’ambito dell’Anno Internazionale delle Montagne, e ripreso l’anno successivo in occasione dell’Anno Internazionale dell’acqua dolce.
Da sempre il mondo speleologico ha a cuore il tema dell’acqua. Questo elemento, fondamentale per la vita di tutti noi, è anche alla base della formazione delle grotte, che scava, percorre, allarga, modifica. Talvolta si ferma e si deposita andando a formare estesi acquiferi carsici, per poi ritornare alla luce come fondamentale risorsa idropotabile.
L’acqua che berremo è un titolo che guarda al futuro. Domani, le riserve idriche saranno abbondanti e di ottima qualità se noi oggi sapremo preoccuparci della loro integrità. Abbiamo bisogno di riprendere il discorso e ne dobbiamo parlare con tutti, nessuno escluso. La protezione e la salvaguardia delle acque, raccolte nelle grotte o in aree remote e impercorribili, sono compiti non affrontabili dalla sola speleologia organizzata. Tutti debbono farsene carico: i governi, la classe politica, le istituzioni i singoli cittadini.
“L'acqua che berremo” darà seguito anche al protocollo di collaborazione che CAI, SSI e Federparchi hanno firmato il primo giugno 2013 a La Spezia, per promuovere attività di ricerca e studio volte alla conservazione, tutela e conoscenza degli ambienti carsici sotterranei e superficiali.
Per questi motivi la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano, insieme a Federparchi chiamano a raccolta le proprie risorse ed energie umane.
A cominciare dal 22 marzo ogni realtà speleologica è sollecitata ad organizzare sul proprio territorio eventi specifici, come conferenze, visite guidate, mostre che mettano al centro il tema dell’acqua.

domenica 7 settembre 2014

Buso della Neve 2

Durante le ferie d'agosto seguivamo a distanza la sequenza d'uscite degli amici di Schio che hanno portato all'apertura di un passaggio nel tappo di neve (oltre 6m in più rispetto all'anno scorso) ed all'installazione di un tubo d'accesso che dovrebbe garantire l'ingresso anche negli anni a venire.
Ci troviamo tutti a Galmarara e siamo ben 18 spelei di provenienza varia: Bassano, Rovereto, Schio, Venezia e Vicenza, cosa che consolida il fatto che ormai la speleologia si fa solo trasversalmente ai gruppi d'appartenenza.
Formiamo tre squadre: la prima dovrà armare il percorso, doppiare la calata nella Sala Zero e continuare gli scavi sotto la faglia. La seconda si occuperà della documentazione video-foto grafica; la terza inzierà la risalita di una frattura messa in evidenza dal disgelo nella Sala Mediana. Curiosi e speleoturisti si aggregheranno in ordine sparso alle varie squadre.
Rispetto a due anni fa, balza subito all'occhio la quantità di neve presente sul fondo della dolina: è quasi a raso dell'ultima cengia. Ora sul fondo della dolina si arriva sempre assicurati ad un cavo d'acciaio: buona cosa, ma il passaggio di tanti speleo ha reso la discesa fangosa e gli scalini naturali stanno sparendo.

C'infiliamo anche noi nel tubo provando per la prima volta l'esperienza dello "speleo inscatolato". Infilati i ramponi scendiamo nella Sala Mediana dove constatiamo il maggiore scioglimento dei ghiacci come verificato pure al Buso del Ghiaccio, ma pensiamo sia dovuto alla particolare stagione ricca di precipitazioni. Torneremo ad inizio estate per verificare se durante l'inverno si riformano oppure no.
Le foto di confronto, fatte più o meno dalle stesse posizioni, ci fanno notare che la massa del blocco centrale non è poi cambiata più di tanto: mancano solo stalattiti e stalagmiti.



Al fondo della sala, si nota una maggiore diminuzione e la colata che si è spezzata, segno evidente del normale movimento del ghiacciaio verso il basso.
Se invece andiamo a confrontare con le foto fatte negli anni '80 si nota che il blocco centrale di ghiaccio addirittura non esisteva! Al suo posto ci sono dei piccoli crateri causati dal gocciolamento.

Sala Mediana - Foto archivio GGS scattata negli anni '80

Facciamo anche altri scatti da posizioni differenti.

Sopra alla colata del fondo si è aperta una fessura che prima non era visibile 
e che è in corso di risalita esplorativa.


Scendiamo verso la partenza del pozzo per Sala Zero senza notare particolari variazioni nel percorso. Mentre scendiamo sentiamo che sotto hanno già iniziato a fare festa a base di manzi; ci uniamo al gruppo gustandoci un tè caldo rigenerante e poi via a far foto.
L'obbiettivo principale di questa nostra uscita era di fotografare il tappo di ghiaccio con gli speleo appesi sotto e dare le giuste proporzioni della grandiosità del fenomeno a cui ci troviamo di fronte. Questa volta Sandro ha portato via anche il teleobiettivo ed il risultato è eccezionale!



Abbiamo anche qui la possibilità di confrontare il tappo di ghiaccio con una foto fatta negli anni '80; è evidente che le variazioni in trenta anni sono minime, segno che il ghiacciaio gode di buona salute.


 
Risaliti da Sala Zero, Sandro nota un passaggio non visto da alcuno e scopre una sala riccamente adornata di concrezioni di ghiaccio che fotografa con soli due faretti a dispposizione, dato che gli altri s'erano già avviati verso l'uscita. Un'altra nicchia ad un livello più basso regala ancora meraviglie ed è così che passa un'ora senza neanche accorgesene.



All'uscita ci attende un bell'acquazzone, ma poi consente di tornare da Malga Zingarella a Malga Galmarara ripetendo il numero da circo fatto all'andata: 7 dentro e 5 appesi fuori del pickup di Flavio!
Abbiamo pure fatto le prime riprese video di un documentario che intendiamo realizzare nel corso del prossimo anno.  A breve un assaggino ....

mercoledì 3 settembre 2014

Val Maor - il video

Ecco il montaggio finale delle riprese fatte nella splendida forra della Val Maor realizzato da Massimiliano Lazzari.
Le riprese sono state fatte con due Gopro Hero 3+ e l'ausilio dei nostri illuminatori da grotta nei punti più bui (messi anche in acqua).



Riprese: Sandro Sedran, Massimiliano Lazzari
Luci: Sara Farnea, Lara Nalon, Simona Tuzzato, Alberto Rossetto, Alessandro Pittarella
Musica: Stefano Targa - "3 vs 1"