sabato 5 luglio 2014

Diversamente Speleo al Buso della Rana

Mai visti così tanti speleo tutti assieme dentro ad una grotta!
Una simile concentrazione è stata possibile grazie allo Speleo Club Forlì che ha organizzato un evento veramente speciale capace di coinvolgere persone da mezza Italia con un unico scopo: far provare le emozioni di uno speleologo anche a chi è meno fortunato di noi.


S-Team aveva il compito di documentare l'evento e ci siamo organizzati in quattro squadre indipendenti e con compiti diversi. Una selezione delle foto di Sandro sono già visibili sulla pagina Facebook del Buso della Rana, mentre per i video bisognerà aspettare un po' per consentire la visione della grande mole di materiale girato. Questa è un'anteprima, mentre il mini-documentario sarà pronto entro la fine dell'anno.
Tecnicamente eravamo ben dotati: due GoPro Hero3+, una Sony HDR-SR11 ed una Canon 6D. L'abbondante luce della marea di speleologi ha consentito di ottenere riprese di qualità anche senza l'uso di luci aggiuntive.



E qui il servizio andato in onda sul TGR regionale dell'Emilia Romagna:



Essendo totalmente presi dal "lavoro" di documentazione, ci siamo un po' persi le emozioni del momento, ma le abbiamo rivissute a casa guardando le belle immagini che avevamo raccolto.

Teo Turci ha ragione: queste esperienze ti segnano dentro. D'ora in poi nulla sarà come prima ed ognuno di noi saprà apprezzare di più le piccole cose della vita quotidiana ed eviterà di arrabbiarsi per delle sciocchezze, nullità se confrontate con i problemi che hanno queste persone a cui abbiamo donato una giornata speciale.


Sul sito della Rana è presente il resoconto ufficiale della manifestazione.
S-Team di oggi: Sandro, Simona, Donato, Alessandro, Lara, Massi, Gianluca, Pier Giorgio

lunedì 30 giugno 2014

Sguazzata in Val Maor

Per noi, che non siamo dei "torrentisti", ma solo "ruscellisti", è stata un'esperienza meravigliosa!
A dire il vero, anche chi si dedica esclusivamente al canyoning, ha giudicato la discesa di questa forra un qualcosa di veramente straordinario per la sua bellezza dovuta alle stratificazioni di marna, flysh e scaglia rossa. Volendo paragonarla alle gole del Brent dell'Art, diremmo senza ombra di dubbio che questa è almeno dieci volte più bella!
Ad ogni curva restavamo meravigliati dallo scenario idilliaco che ci si parava davanti e ci siamo divertiti come dei bambini a fare tuffi e scivolare nella corrente. E' stata un'esperienza molto appagante e siamo determinati a ripeterla sicuramente.
Sandro ha pure portato la macchina fotografica, ma quando ha scoperto che la nuova valigetta stagna non era poi così stagna, gli è passata la voglia! La prossima volta userà una sacca stagna aggiuntiva perchè qui dentro bisogna assolutamente tornare per fare foto!
S-Team di oggi: San, Simo, Massi, Sara, Lara, Alberto, Junior.


DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Tecnicamente è veramente facile: ci sono solo due salti di circa 8m in corrispondenza delle briglie di contenimento ed il primo è aggirabile sulla sinistra (fare attenzione all corda vecchia). Durante il percorso non ci sono toboga impegnativi ed i pochi scivoli presenti sono tranquillamente disarrampicabili anche stando dentro in corrente (portata bassa, naturalmente).
Numerosi i tratti dove bisogna nuotare, ma la muta aiuta notevolmente nel galleggiamento e, volendo, chi non sa si può sorreggere al sacco con dentro il bidone stagno.


Partenza: campo da calcio di Ponte Val Maor, coord. 46°01'46.9"N, 12°06'02.1"E
Arrivo: ponte sul Terche sotto il Castello di Zumelle, cood.46°02'02.6"N,  12°04'39.4"E
Tempo di percorrenza in macchina tra partenza ed arrivo: 8 minuti.
Tempo di percorrenza della forra: 4h e mezza.
Armo: 2 calate da circa 8m. Primo salto: doppio cordino e maglia rapida su albero, lato destro della briglia (aggirabile sulla sx). Secondo salto: partenza doppia con maglia rapida, lato destro della briglia. Corda da 25m
Dislivello: 125m
Utile luce frontale per il lungo tratto molto inforrato.

Alla partenza bisogna subito affrontare il primo salto in corrispondenza di una briglia di trattenimento. C'è la possibilità di aggirarla a sinistra e calarsi tramite tratto attrezzato con vecchia corda già in loco (attenzione) nel punto in cui la parete è più gradinata. Non avendolo visto subito, ed avendo inceve notato un armo già pronto sulla destra, abbiamo optato per calarci da qui.
Dopo un breve tratto aperto, inizia il primo bel tratto di forra, quello che passa sotto il ponte di Val Maor, e che è caratterizzato da pareti non troppo alte, larga minimo un paio di metri e con stupendi giochi di luce che penetrano dall'altro. Strepitosa la pozza in corrispondenza di un arrivo da destra.
Giunti all'aperto, si percorre un breve tratto fino ad incontrare la seconda briglia con l'altro salto di circa 8m che ti fa atterrare in un basso e largo lago a cui segue un'ampia zona con grandi blocchi di crollo con le stratificazioni scollate.
Parte ora la divertentissima zona degli scivoli, dapprima in ambiente aperto e poi all'interno del nuovo tratto di forra con le pareti che si alzano e restringono sempre di più.
Progressivamente il torrente ha scavato sempre più in profondità e, quasi improvvisamente, ci si trova ad avanzare nel buio, dato che i menadri si sono formati anche verso l'alto e non solo in avanti. Grazie alla luce frontale si avanza tranquillamente e sembra veramente di essere in grotta. Questo tratto è assolutamente meraviglioso: stratificazioni bianche con intercalazioni nere in basso, rosa-rosse nella parte mediana, grigio scure nella parte alta.
Ogni tanto bisogna fare dei numeri per superare tronchi incastrati, ma sempre senza nessun problema particolare.

Progressivamente la forra si apre ed abbassa fino a diventare un normale ruscello di montagna, ma sempre abbastanza incassato in pareti di roccia. Sulla carta ci sarebbe la possibilità di uscire sulla destra; abbiamo visto pure una traccia di sentiero, ma tornemo a verificare.
Il tratto che segue, pur essendo naturalisticamente idilliaco, alla lunga diventa monotono e faticoso. Per almeno mezz'ora bisgona avanzare fino a raggiungere la confuenza con il Terche che arriva da sinistra. Lo risaliamo per 10 minuti e finalmente si arriva ai ruderi del vecchio mulino ed alla briglia che pone fine al nostro percorso (risalita a destra, poco prima della briglia). Appena sopra si trova il ponte a fianco del quale avremo parcheggiato l'altra macchina.


Questo è un'assaggio delle riprese video che abbiamo fatto:

giovedì 12 giugno 2014

Miniera 4 Ossi: il video

E finalmente ecco pronto il video S-Team sulla meravigliosa Miniera 4 Ossi di Pisogne (BS) in Val Camonica.

Non finiremo mai di ringraziare i ragazzi del Gruppo Speleo Montorfano, CAI Coccaglio, che ci hanno fatto conoscere questa meraviglia e che poi hanno accompagnato una gita della nostra sezione CAI di Dolo al suo interno. Grazie specialmente a Franco di Prizio, Giuliano Mazzotti, Paolo Tegattini, e Silvano Mena che ci hanno consentito di fare amicizia anche con i loro simpaticissimi compagni.

Le riprese sono state realizzate dalla coppia Simona Tuzzato - Sandro Sedran.
Il montaggio di Sandro Sedran è stato particolamente ispirato dalle belle musiche di Gregoire Lourme, tratte dall'album "Cinematic Volume 6 Science Fiction".

Illuminazione: Alberto Rossetto, Alessandro Pittarella, Chiara Bagatello, Federico Zanzoni, Lara Nalon, Massimiliano Lazzari, Pier Giorgio Varagnolo, Sara Farnea, Simone Grossule

Musiche: Gregoire Lourme
"Laser Tournament", "Tomorrow Landscape", "Speed of Sound"

La gita del CAI Dolo, con la partecipazione di:
Alessandro Bissoli, Davide Bertoncello, Davide Gambi, Giada Bertoncello, Giuseppe Bissoli, Lorenzo Bissoli, Lorenzo Pavan, Loris Bertoncello, Luca Facchetti, Maria Grazia Brusegan, Marzia Trento, Marziale Facchetti, Massimo Baldan, Michele Bordiga, Monica Tuzzato, Narciso Marinello, Patrizio Sarto, Riccardo Marinello,Silvia Rizzi, Valiantsina Hrashchanka


T.C.F. !!!


domenica 1 giugno 2014

Miniera Salafossa

Dopo tanti pellegrinaggi in terra lombarda, ecco che la nostra voglia di miniera trova soddisfazione in terra veneta e più precisamente nelle Dolomiti tra Santo Stefano di Cadore e Sappada.
Ci avevano tanto incuriosito le immagini postate su Facebook dagli amici speleo Maui, Alberto e Paolo che ci siamo subito messi in contatto per organizzare una visita assieme a loro e dare il nostro contributo alla documentazione video-fotografica.
Si tratta di una delle ultime miniere delle Dolomiti a cessare l'attività estrattiva: si è fermata nel 1986, ma l'elevato stato di deterioramento delle attrezzature lasciate al suo interno fa sembrare il periodo di abbandono molto più vecchio.

Le rotaie del nastro trasportatore con una tramoggia frantumatrice

Abbiamo iniziato la visita dal ramo più basso caratterizzato da gallerie camionabili ed un bel torrentello che va ad alimentare addirittura una mini centrale idroelettrica. La quantità d'acqua era notevole grazie al disgelo e la galleria "autolavaggio" ci ha fatto fare una bella doccia. La cascata che pone termine al ramo aveva un rombo che si sentiva da parecchio distante; la notevole nebulizzazione ha reso impossibile la foto, ma l'abbiamo ripresa con la Gopro. Splendido posto da fotografare: torneremo sicuramente.

La galleria "Autolaggio"

Fradici ed infreddoliti, abbiamo fatto pausa all'esterno sotto un bel sole per poi rientrare a visitare il livello superiore. Per il futuro sarà meglio tenere la visita del ramo inferiore per ultima ;-)
Sotto la guida di Alberto Riva, alla sua terza visita della miniera, siamo andati a curiosare in giro ammirando splendidi concrezionamenti alle pareti e sul pavimento, ma stando molto attenti alla presenza di sprofondamenti sul fondo, la più grande insidia della miniera perchè coperti da tavole marce ricoperte a loro volta da terriccio.

Il quadrivio

Molto suggestivi i passaggi sopra i cosiddetti "ponti dei sospiri", dove le rotaie poggiano su uno strati di cemento a ponte sospeso nel vuoto, proprio come nei film di Indiana Jones. Uno lo abbiamo aggirato, l'altro ci siamo passati, ma solo per fare la foto ed al ritorno abbiamo aggirato pure quello! Meglio non fidarsi troppo ...

Il "ponte dei sospiri"

Grandiosa la camera di coltivazione, intercettata da alto tramite un paio di gallerie. Siamo riusciti a fotografarla e carpire gli splendidi colori del lago di fondo; tutti non vedono l'ora di poter scendere all'interno, ma l'armo sarà difficoltoso a causa della roccia marcia.

La grande camera di coltivazione vista dall'alto

Sulla carta la miniera dovrebbe avere oltre 40 km di gallerie e sono tantissime quelle che ancora rimangono da riscoprire; si spera quanto prima di entrare in possesso della mappa e completare la ri-esplorazione.
Auspichiamo che i visitatori in futuro pongano grandissima attenzione a dove mettono i piedi; spendide cristallizzazioni e concrezioni sono state rovinate dal calpestio.
Un ringraziamento a Maui Perissinotto ed Alberto Riva per la splendida compagnia. L'aiuto nelle foto gli ha valso il titolo di "S-Teamiani" ad honorem.
Non vediamo l'ora di tornare.

Ecco le riprese video fatte "al volo"



S-Team di oggi, davanti l'ingresso alto: San, Simona, Alberto, Maui, Sara, Massi


domenica 25 maggio 2014

Buso del Vento 3

Ritorniamo in questa bellissima grotta per completare il servizio fotografico. Tanta bellezza però ha il suo prezzo: due lunghe e fangosissime serie di gallerie di ridotte dimensioni con passaggi quasi al limite che hanno scoraggiato "el più grosso" del nostro team che ha deciso di fare dietro-front all'inizio della seconda serie. Ce l'avrebbe fatta sicuramente, ma non era tranquillo e sereno con la testa; ce la farà la prossima volta.
Ci siamo concentrati a scattare nella seconda parte, quella della forra-meandro attivo, sicuramente la parte più bella della grotta, fino al sifone.



Deviazione per il Ramo Tex Willer e visita del tratto principale tralasciando le piccole diramazioni laterali.

Concrezioni nei pressi del bivacco - Ramo delle Biciclette 

Come documentazione direi che siamo a posto, ma i punti suggestivi dove scattare sono tantissimi: lavoro aperto per chi vuole.

Sandro, Giulio, Simona, Massimiliano al bivacco nel ramo Tex Willer

domenica 18 maggio 2014

Gita CAI Dolo alla Miniera 4 Ossi

Dato che c'era il numero chiuso, abbiamo esaurito i 25 posti disponibili già due settimane prima. Le meraviglie di questa miniera erano tali che, chi ci teneva a vederle dal vivo, ha provveduto ad accapparrarsi il posto addirittura con due mesi d'anticipo!

Tutti i partecipanti meno due, imboscati dietro a tutti

Le aspettative sono state tutte esaudite e, nonostante qualche bella bagnata nell'unico laghetto d'attraversare, tutti sono stati entusiasti. Pure noi accompagnatori, che c'eravamo già stati, abbiamo visto cose nuove che hanno rinnovato l'entusiasmo per quest miniera.






Grazie e a Paolo e Silvano del gruppo speleo Montorfano che ci hanno accompagnato.
Ecco il video montato da Sandro.

domenica 4 maggio 2014

Buso del Vento 2

E finalmente torniamo in questa grotta che tanto ci aveva entusiasmato durante la prima visita ricognitiva.
Arrivati in prossimità della presa dell'acquedotto, notiamo che la valle che dobbiamo risalire è ostruita da un grosso albero franato dai pendii circostanti. Risaliamo la ripida sponda sinistra e ci ricaliamo nel greto non senza qualche difficoltà a causa della ripidezza del pendio. Arrivati di fronte ad un salto roccioso, che sicuramente non si doveva arrampicare, non si vede l'ingresso della grotta. Eppure deve essere da queste parti. Anche qui segni di frane, ma non recenti, e vegetazione rigogliosa dappertutto; vuoi vedere che è stato sommerso? La Sara prova a scrutare tra le piante rampicanti e sente un refolo d'aria fresca: è lì sotto! Ci apriamo la via, come se fossimo in una foresta tropicale, e dentro.
Superiamo veloci gli stretti a labirintici cunicoli iniziali (per fortuna c'è il cavo a guidarti), sporcandoci per bene di fango, e raggiungiamo l'attivo dove procediamo a pulirci.

nel tratto iniziale ci sono parecchie intrusioni di basalto nella roccia calcarea

Durante il lungo primo tratto splendido, facciamo un paio di foto e poi decidiamo di proseguire fino in fondo e farle al ritorno. L'attivo è sbarrato da una zona franosa e ci attende un lungo tratto da strisciare: il "Cunicolo Yoga", un nome, un programma.
Sandro fa da apripista, sbagliando l'imbocco, ma che per fortuna reimmette nel cunicolo giusto, e poi infilandosi in un lunghissimo tubo freatico riempito di terra. Dopo un paio di passaggi al limite, dove ha dovuto pure togliersi il casco, gli viene il dubbio di aver sbagliato e ritiene impossibile che chi ha fatto immersioni nel sifone finale sia passato di qua con le bombole! Per fortuna trova uno slargo dove girarsi e ripercorre il budello sempre con il sacco speleo pieno di pesante attrezzatura fotografica davanti a sè!
Alla fine troviamo la via per ritornare sull'attivo, ma subito c'è un'altra frana da passare ed è quella con il "passaggio super-yoga" che obbliga a contorsioni per trovare la via giusta tra massi di frana puntellati che è meglio non guardare e non sollecitare troppo!
Finalmente l'attivo e, dopo un tratto basso, procediamo in posizione eretta fino al sifone dove ci concediamo una pausa contemplando i favolosi fiori di gesso che costellano le pareti.


Durante il ritorno facciamo foto nei punti più caratteristici di questa seconda parte di grotta tra cui i meravigliosi camini che si perdono nell'oscurità. Però ci siamo fregati! Abbiamo sporcato tutta l'acqua e certe foto verrebbero brutte: le rifaremo durante l'andata della prossima volta che verremo.

 la forra - uno dei due altissimi camini
 Ramo a T
il fantastico meandro

Via veloci attraverso la frana centrale ed il primo tratto bello, iniziamo la via dell'uscita non prima di aver dato un'occhiatina allo splendido rametto delle stalattiti. La risalita è più faticosa perchè siamo completamente ricoperti di melma viscida e scivoliamo non poco.
All'uscita foto di gruppo tutti marroni, discesa acrobatica sull'albero crollato e poi lavaggio di tutta l'attrezzatura sul torrente che esce a valle della presa dell'acquedotto nell'acqua della grotta resa torbida dal nostro passaggio interno.

 uscita "amazzonica"
S-Team di oggi, da sinistra: San, Massi, Sara, Simo

Conclusione d'obbligo al Bar Rana, come da tradizione quando si viene da queste parti ;-)
San