Speleo per tutti

Titolo: SPELEO PER TUTTI,
Escursioni in facili grotte del nord-est italiano e Slovenia

Autore: Sandro Sedran

Editore: Duck Edizioni

Formato: 24x16,5 cm

Pagine: 250 a colori

Prezzo di copertina: €19,00

Data di pubblicazione: 2006






Con il patrocinio ed il contributo di:
Club Alpino Italiano sezioni di Dolo (VE) e Malo (VI)
C.A.I. O.T.P. di Speleologia Veneto e Friuli Venezia Giulia
Federazione Speleologica del Veneto
Federazione Speleologica del Friuli Venezia Giulia

Con il patrocinio di:
Società Speleologica Italiana

ORGANIZZAZIONE DEL VOLUME

  • Presentazione
  • Premessa dell’autore
  • Introduzione
    • carsismo,
    • importanza degli acquiferi carsici,
    • abbigliamento,
    • tecnica e comportamento
    • alimentazione,
    • fotografia
  • La Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia
  • La Federazione Speleologica Regionale del Veneto
  • Schede degli itinerari suddivisi per regione, ognuno anticipato da una foto a tutta pagina ed una pagina che ne riassume le caratteristiche peculiari, difficoltà e modalità di accesso all’ingresso:
  • Indirizzi dei gruppi speleologici
  • Bibliografia
Le 1500 copie stampate sono ormai esaurite, tranne ancora qualcuna disponibile su internet o presso l'autore, ma da gennaio 2016 è disponibile la versione e-book per Kindle presso il sito di Amazon a soli 5€ (circa).
Tenete conto che si tratta di un lavoro vecchio, quando l'autore era ancora alle prime armi con mezzi e tecniche fotografiche.
Alcune delle grotte proposte nella guida sono poi state riproposte nelle due guide successive "Luci nel buio" e "Grotte al confine est" pubblicate da Idea Montagna Editore.

NOTE
Dopo la pubblicazione del libro, parte del ramo inferiore della Grotta della Guerra è stata chiusa per tutelare le concrezioni e la numerosa fauna ipogea pesantemente rovinate e disturbate da un eccessivo frequentamento umano. Le chiavi sono in possesso del Gruppo Grotte "Trevisiol" CAI Vicenza.

RECENSIONE SU ALPI VENETE PRIMAVERA-ESTATE 2007
Con il patrocinio ed il sostegno delle Sezioni di Dolo e Malo, dell'OTP Friuli-Venezia Giulia e della Federazione speleologica Veneta, l'autore apre un inusitato scenario sulla speleologia triveneta che, sul territorio, ha accatastato nientemeno che 20.000 grotte. Semplicemente a sfogliare le pagine di questa giuda, grazie ad una iconografia prepotentemente captante, la “montagna interna” da oleografico oggetto scientifico si carica di assoluti significati estetici. Perciò diventa irresistibile passare su due piedi alla lettura delle proposte dei 19 itinerari di grotte. Per rendersi di botto conto quale patrimonio di conoscenze si è finora privati. E per capire quale stupido torto è stato fatto alla Speleologia definendola un avvilente “alpinismo alla rovescia”. A pensarci su forse nelle viscere delle montagne ci si può imbattere in uno sterminato “archivio della terra” ancora incontaminato.
Se, come afferma Sedran nella sua Premessa, questa sua opera è in prevalenza indirizzata a promuovere nuovo interesse verso la speleologia, non v'è dubbio che c'è riuscito. Senza enfatizzazioni, senza protagonismi. Ma con l'autenticità di una comunicazione che gli è uscita palpitante dal cuore.
A.S.

PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
Speleologi? Gente strana questa.
Nessuno riesce a capire che gusto ci troviamo ad infilarci sottoterra e vagare nell’oscurità quando fuori magari c’è un bel sole. Al freddo e con un’umidità prossima alla saturazione, strisciamo in mezzo al fango ed all’acqua infilandoci in micidiali strettoie oppure appesi su una corda sopra un pozzo nero di cui non si riesce a scorgere il fondo. A volte soffriamo, è vero, ma le emozioni che l’ambiente ipogeo riesce a trasmetterci ci ripagano con gli interessi delle fatiche fisiche e psicologiche a cui ci sottoponiamo.
Siamo in uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile fare Esplorazione, quella con la “E” maiuscola, al pari degli abissi marini e dello spazio. Scoprire una nuova grotta o una nuova diramazione ed essere il primo umano a percorrerla ti fa salire l’adrenalina a mille, il cuore pulsa forte, ti assale la smania di proseguire, di vedere cosa c’è dietro l’angolo …. speri di trovare chissà cosa, chissà quali tesori, … anche le rocce più insignificanti ti appaiono bellissime; ma che importa …. tu sei il primo … e ti senti un dio!
La Speleologia è sempre stata a torto ritenuta una sorta di “alpinismo all’ingiù”; di diverso non c’è solo il fatto che prima scendi e poi risali, ma anche le tecniche e gli attrezzi utilizzati. Se la discesa avviene per entrambi su corda, ma con modi e mezzi diversi, la risalita dello speleologo continua ad essere sulla corda usata per la discesa mentre l’alpinista la effettua in arrampicata usando la corda solamente come sicura.
Alcuni la fanno rientrare fra i cosiddetti “sport estremi”, ma penso che, al giorno d’oggi, sia più pericoloso andare in bicicletta su una strada statale piuttosto che sottoterra!
Le scoperte e le esplorazioni fatte dagli speleologi negli ultimi decenni hanno permesso la realizzazione di importanti studi sui sistemi carsici e sull’idrografia sotterranea.
Nel Triveneto i 60 Gruppi Speleologici riuniti nelle varie Federazioni Regionali o Provinciali, svolgono attività di esplorazione, studio e monitoraggio con il risultato di circa 20000 grotte accatastate. Grande impegno viene messo nella divulgazione tramite pubblicazioni, con lezioni nelle scuole, laboratori, e mostre e visite guidate, atte a sensibilizzare la gente sulla delicatezza degli ambienti ipogei e soprattutto per sfatare i falsi luoghi comuni che dipingono le grotte come posti dove non si respira, si viene assaliti dai pipistrelli, si soffre di claustrofobia e ti crolla la montagna addosso!
La maggioranza delle persone pensa inoltre che le grotte si trovino solo nel Carso, la regione al confine fra Italia e Slovenia, ed ignorano che le nostre montagne, costituite da rocce calcaree sedimentarie, sono piene di cavità e rappresentano degli enormi sistemi carsici che coprono tutta la fascia pedemontana dalla Slovenia alla Lombardia. Recentemente anche la zona Dolomitica è stata rivalutata sotto l’aspetto del carsismo e riserverà non poche sorprese esplorative per il futuro.

Spesso noi speleologi ci lamentiamo che la nostra disciplina non ha molta visibilità presso la gente comune e di conseguenza alle “alte sfere”, cioè tutti quegli enti pubblici e privati che gestiscono la vita economica e politica del nostro paese. La conseguenza dell’ignoranza sulla nostra esistenza è che tutto il lavoro che facciamo, scoperte, rilievi topografici, studi scientifici e riprese video-fotografiche non godono di molta considerazione e se ne sottovaluta l’importanza che ha per la conoscenza dell’ambiente naturale in cui viviamo. Ma è anche vero che la maggioranza di noi tende a chiudersi a riccio per paura che altri vengano a toglierci o a regolamentarci quello che riteniamo un luogo di nostro accesso esclusivo dove pensiamo di poter fare quello che ci pare.
Io penso che invece bisogna cercare di aprire questo nostro mondo incantato al maggior numero di persone possibile perché solo così riusciremo ad ottenere maggiore attenzione su un ambiente delicato ed importante per tutta la comunità in quanto custode di un bene che domani potrebbe diventare più importante del petrolio: l’acqua.

Questa guida vuole avvicinare alla speleologia tutti quegli escursionisti che si sentono attratti dai misteri dell’oscurità, a coloro che, incontrando un’oscura apertura nella roccia non riescono a resistere all’impulso di entrare a vedere cosa si cela al suo interno oppure, più semplicemente, a tutti quelli che visitando una grotta turistica volessero provare le grandi emozioni che sente uno speleologo percorrendo gallerie illuminate solamente dalla luce posta sul proprio casco e su quello dei propri compagni.
Di contro, il consiglio che mi sento di dare, è quello di avvicinarsi alla speleologia contattando uno dei numerosi Gruppi Speleologici presenti su tutto il territorio nazionale. La cordialità è di casa nel nostro ambiente e tutti sono felici di accogliere nuovi simpatizzanti di questa splendida disciplina e di accompagnarli ed indirizzarli sul modo migliore di conoscere l’ambiente sotterraneo tramite uno dei numerosi Corsi d’Introduzione alla Speleologia che si tengono ogni anno.

La guida vuole anche essere uno spunto per tutti quei gruppi speleologici ed escursionistici, che operano all’interno della Società Speleologica Italiana o del Club Alpino Italiano, che intendono proporre qualcosa di nuovo durante le visite guidate che ogni anno realizzano a favore dei propri soci ed affiliati.

Ogni anno il CAI di Dolo propone almeno due uscite speleologiche aperte a tutti gli escursionisti e gli itinerari raccolti in questo libro sono il risultato di quanto fatto vedere negli ultimi anni.
I percorsi si svolgono in grotte prive di difficoltà tecniche, prevalentemente sub-orizzontali, dove le eventuali difficoltà sono rappresentate da brevi strettoie, piccoli tratti da fare in arrampicata o passaggi leggermente esposti, sempre messi in sicura con corde e sotto la giuda ed assistenza di esperti speleologi posizionati nei punti chiave.

La maggior parte delle grotte proposte non sono di libero accesso perché un cancello impedisce l’ingresso senza autorizzazione da parte del gruppo speleologico che ha in gestione la cavità. Quello che a prima vista può sembrare una limitazione alla libertà di poter andare dove si vuole oppure un’appropriazione indebita di luogo pubblico, in realtà è un bene per la grotta ed i suoi visitatori perché questo è l’unico modo per evitare atti vandalici sulle concrezioni con asportazioni o danneggiamento con scritte o l’abbandono di rifiuti, eventi purtroppo molto frequenti, anche fra gli stessi speleologi.

Contattare con dovuto anticipo il gruppo speleologico per concordare la data della visita e ricordarsi che normalmente esiste la possibilità di noleggiare presso di loro anche il casco con l’impianto d’illuminazione ad acetilene, molto più efficiente della maggior parte delle illuminazioni frontali a batteria. Ricordare inoltre che la concessione della visita è un favore che il gruppo, o il singolo, fa al visitatore; si tratta sempre di un’attività svolta nel tempo libero e non di una professione. Essa viene concessa molto più facilmente a gruppi numerosi piuttosto che a gruppetti di 4-5 persone; evitare richieste pretestuose e prendere in considerazione di aggregarsi ad altri nella vista della grotta.
Ricordate poi che gli speleologi risultano particolarmente ghiotti di prodotti tipici regionali! A voi la scelta su come fare la figura migliore.

Potete scegliere due modi di andare in grotta: da soli o accompagnati da speleologi.
Nel primo caso si tratta di avventura pura: pur avendo sotto mano la pianta della grotta, dove chissà quanti speleologi prima di voi sono passati, sarà come esplorare un mondo sconosciuto e verrete presi dalla smania di vedere cosa c’è più avanti. In questo caso le raccomandazioni da fare sono legate all’incertezza dei tempi di permanenza; avere quindi una scorta di acqua e cibo adeguate e soprattutto riserve per alimentare l’impianto d’illuminazione. Faccio notare che quando si percorre a ritroso le gallerie fatte all’andata può essere che vi sembreranno molto diverse rispetto a come le avete viste prima, questo perché sottoterra non ci sono molti riferimenti come all’esterno (alberi, paesaggio, ecc.). Evitate assolutamente di sporcare le pareti con scritte o frecce personalizzate ed utilizzate i classici ed ecologici ometti di pietra in corrispondenza di deviazioni o passaggi particolari oppure seguite eventuali segni preesistenti.
La seconda opzione è quella di farsi accompagnare da speleologi che già conoscono la grotta; contattate il gruppo più vicino consultando la lista dei gruppi presenti in ogni regione. In questo caso potrete godere a pieno di tutto quello che vi si parerà davanti senza doversi preoccupare di memorizzare la strada per il ritorno. La cosa più bella sarà ascoltare lo speleologo raccontare come si è formato l’ambiente che state percorrendo, le storie esplorative ed i consigli sul modo migliore per progredire risparmiando preziose energie.

Gli speleologi non me ne vorranno se troveranno alcuni argomenti trattati superficialmente, magari con termini inappropriati e con l’inserimento di foto e battute spiritose, ma devono capire che mi sto rivolgendo a persone che non conoscono per niente l’ambiente sotterraneo ed ho cercato di rendere loro la vita più facile affinché la lettura di questo libro risulti per loro meno pesante possibile. Avranno modo di approfondire gli argomenti di maggiore interesse per loro frequentando un Corso di Introduzione alla Speleologia oppure consultando la ricca bibliografia esistente.



Speleo per tutti from San & Sim on Vimeo.

LE GROTTE PROPOSTE DALLA GUIDA


TRENTINO


Grotta del Calgeròn


Grotta della Bigonda


VENETO


Covolo del Butistone



Buso della Rana


Grotta della Poscola


Covoli di Lumignano


Grotta della Guerra


Acquedotto romano di Asolo


Bus de le Fratte


Tavaran Grande


Bo' de Pavei



FRIULI VENEZIA GIULIA


Grotta Regina del Carso



Grotta Valentina


Abisso di Trebiciano


Grotta Gualtiero Savi


SLOVENIA


Planina Jama


Rakov Skocjan


Krizna Jama


Dimnice Jama




Nessun commento:

Posta un commento