venerdì 24 gennaio 2020

SloJame: recensione del libro su Speleologia

La nostra guida sulle grotte slovene ha avuto una bella recensione sulla rivista nazionale della Società Speleologia Italiana "Speleologia", sul numero 81 del luglio 2019.
di Luana Aimar

I1 nome dell'autore, Sandro Sedran, non ha certo bisogno di presentazioni nell'ambito della fotografia italiana e - perché no? - anche internazionale. Le sue pubblicazioni, che fin dall'inizio hanno avuto il dichiarato scopo di divulgare le splendide immagini che il fotografo veneto ed il suo team realizzano ad un ritmo serrato, rappresentano una costante excalation di qualità e professionalità. Tuttavia il balzo in avanti rappresentato da questa attesa guida alle grotte slovene supera di gran lunga le aspettative.
Innanzitutto colpisce la mole del volume, ben 360 pagine! Le pubblicazioni di S-Team evidentemente stanno diventando sempre più impegnative e ambiziose. Vengono trattate le grotte slovene più vicine al confine italiano, situate nella porzione sudoccidentale dell'area, selezionate in base alla notorietà e allo sviluppo o scelte per particolari morfologie e caratteristiche. Per ciascuna di esse vengono date dettagliate informazioni sull'avvicinamento all'ingresso, le attrezzature necessarie (incluse quelle d'armo), la descrizione degli ambienti e del percorso interno e una scheda tecnica con utili dettagli quali la data dell'ultima visita, la libertà d'accesso e la difficoltà di percorrenza. Purtroppo non vengono proposti i rilievi perché non tutti gli autori delle topografie hanno concesso il permesso alla pubblicazione.
Questa guida è importante perché va a colmare un'evidente lacuna: fino ad ora infatti non erano mai stati realizzati lavori che presentassero in modo organico le grotte slovene. Nonostante un catasto online molto efficiente e ben organizzato, da sempre gli speleologi locali sono stati particolarmente gelosi delle loro grotte e poco propensi nel pubblicizzarle. Ciò che è stato pubblicato prima di questa guida, risulta sparpagliato e disperso su bollettini di difficile reperibilità, riviste locali oppure blog; il tutto naturalmente è scritto in lingua slovena. A questo quadro bisogna aggiungere la difficoltà di accesso a queste cavità rappresentata dal fatto che la legge slovena sulla speleologia richiede ai frequentatori delle grotte una sorta di "patentino" che limita la frequentazione del sottosuolo solo a speleologi tecnicamente preparati.
Le grotte slovene rappresentano un patrimonio carsico d'inestimabile valore e d'innegabile fragilità. Una guida come questa, che invoglia alla visita e offre tutte le informazioni necessarie per la progressione, pone inevitabilmente il problema della tutela delle stesse. L'invito è dunque, per tutti, a far sì che questi ambienti delicati vengano preservati e restino intatti così come immortalati nelle splendide immagini pubblicate.

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